5) De Architettura - in III libri (Aster_x)

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5) De Architettura - in III libri (Aster_x)

Messaggio  Aster_x il Gio Apr 18, 2013 3:30 am

De Architettura
Guglielmo Aster 10° Corleone

Historia (Libro I di III)
L'edificazione ha origini antiche, molte testimonianze dirette sono andate perse nel corso dei secoli, ma grazie ai testi ed ai racconti è pervenuto fino a noi la loro storia. L'uomo ha sempre ricercato un riparo, come tutti gli animali, ed inizialmente si rifugiava in grotte e caverne, col tempo e con lo svilupparsi delle sue abilità iniziò a costruire edifici sempre più complessi e sempre più settoriali a seconda del loro scopo: pubblico, privato, religioso.

L'architettura Greca
L'architettura Greca rappresenta il massimo apice per proporzioni ed armonia nella storia; essendo tale cultura basata sul rapporto tra uomo e natura.
Gli edifici di maggior rilevanza sono quelli pubblici, ma ancor maggiormente quelli sacri dove vi è il massimo splendore di tutta la loro magnificenza.
Essi furono tra i primi a dar ordine e giusta collocazione ad ogni cosa con studi di proporzione ed armonia tra le varie parti generando i tre ordini principali dell'architettura classica: dorico, ionico e corinzio.
Tali ordini sono facilmente riconoscibili dai capitelli delle colonne aspetto di fondamentale importanza nella decorazione e nella struttura.


L'architettura Romana
Essa in molti aspetti poco si differenzia da quella Greca, ma con i nuovi studi e conoscenze vi è un balzo in avanti e l'intento di far prevalere l'uomo sulla natura; esempio classico è l'edificazione dei teatri ove i Greci cercavano l'armonia con la natura andando a sfruttare il declino di una collina, mentre i Romani, grazie appunto anche alle nuove conoscenze acquisite, riescono ad edificarlo anche in luoghi pianeggianti sfidando e vincendo la natura. Altro esempio potrebbe essere l'acquedotto, il quale riusciva a portare l'acqua fino in città percorrendo anche lunghe distanze, che permette la fondazioni di città anche lontane da corsi o sorgenti d'acqua; esso sconfigge la natura gia in ciò, ma anche nelle grandi arcate che vanno a "riempire" i dislivelli naturali tra due alture di media altezza.


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Re: 5) De Architettura - in III libri (Aster_x)

Messaggio  Aster_x il Sab Apr 20, 2013 9:44 am

De Architettura
Guglielmo Aster 10° Corleone

De aedificatoria (Libro II di III)
In cosa consiste l'opera dell'Architetto? Essa si riassume in quanto seguirà.
Firmitas: una struttura deve essere solida e duratura nel tempo, ne sono esempio le grandi opere del passato giunte fino a noi
Utilitas: le opere dell'architetto sono volte ad essere utilizzate dall'uomo ed a lui devono essere comode e facilmente utilizzabili
Venustas: l'architetto è anche essi un artista è quanto crea deve esser bello.
Delle tre la fondamentale è la prima, l'uomo deve sentirsi sicuro e protetto dentro gli edifici per lui creati, che siano privati o pubblici; delle altre due vi saran casi particolari in cui una puo venir meno, ma non mancare; ma l'ingegno dell'architetto è proprio nel saper trovar sempre il giusto equilibrio tra le parti.
L'edificare, secondo l'architetto, è proprio il saper mettere insieme più parti, tra loro anche disomogene, in modo ordinato et armonioso, che siano i semplici materiali od i tre principi dell'architettura elencati.

Firmitas
Essa è la base dell'architettura, come le fondamenta lo sono per l'opera in se su cui tutto poggia; devono quindi esser le fondamenta in entrambi i casi, ben studiate e preparate per una corretta collocazione. Come si studierà il terreno per saper come e dove sarà melgio edificare le fondamenta, allo stesso modo andranno studiate le basi di tale arte.

Utilitas
L'architetto è artista per l'uomo e le sue opere devono essere utilizzate da esso, non semplicemente guardate e venerate indi per cui dovranno essere utili e facilmente utilizzabili.
Prendete esempio una torre alta quanto tre piani, ma senza gli stessi all'interno al pari di un enorme camino; essa puo essere stabile e bella, ma non utilizzabile e quindi non potrà essere considerata opera architettonica, ma al massimo una singolare opera statuaria.

Venestus
Essa è la vera qualità che differenzia l'architetto dagli altri costruttori. Con le giuste nozioni chiunque puo diventar capocantiere e saper erigere secondo la firmitas e l'utilitas; ma solo colui che si puo definire architetto saprà render l'opera bella.
Una cinta muraria è un opera edilizia, un palazzo signorile è opera architettonica.


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Re: 5) De Architettura - in III libri (Aster_x)

Messaggio  Aster_x il Sab Apr 20, 2013 9:46 am

De Architettura
Guglielmo Aster 10° Corleone

De refectione (Libro III di III)
Come il medico cura i suoi pazienti e ne previene i malanni, lo stesso deve fare l'architetto con le proprie opere e con quelle altrui.
La conoscenza della storia ci insegna a vivere, historia magistra vitae, e questo è valido in ogni campo, anche in quello dell'architetto che progredisce e perfeziona le sue conoscenze sei mai perdere i legami col passato et è quindi necessario et utile preservare, curare e custodire quanto fino a noi è giunto.
Gli edifici possono presentare diverse anomalie e difetti creatisi nel corso del tempo ed essi son di due tipi: naturali et umani.
Ove l'edificio presenta malanni bisogna capirne l'origine per meglio poterne apporre rimedio, proprio come fa lo medico; qual ora siano dovuti alla natura bisognerà capire dove e come essa ha agito sulla struttura e capire se vi è possibilità di porne rimedio per evitar che si ripresenti in futuro, cosa che non sempre è possibile; qual ora siano dovuti all'uomo bisognerà capire se furon errori di costruzione o dovuti alla mala cura dell'opera et anche qui, qual ora fosse possibile, porne rimedio.
In ogni caso, se ve ne è possibilità di porre rimedio ai detti malanni, bisogna preservare l'opera nel suo aspetto originale durante l'atto del restauro il maggiormente possibile per non intaccare il suo aspetto ed importanza storica.
In casi ove il restauro diretto non vi sarà possibile non vi si dovrà metter mano per meglio preservarla e qual ora presentasse pericoli sarà d'uopo portare la struttura ad un crollo controllato per evitare incidenti futuri et, in tal caso, valutare la sua riedificazione correggendo gli errori.

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