I° Evento Pubblico dell'Accademia d'Arte Corleone

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I° Evento Pubblico dell'Accademia d'Arte Corleone

Messaggio  Emanuele il Gio Ago 15, 2013 8:37 am

Il giorno era giunto, le temperature estive e le condizioni del tempo rendevano omaggio all'iniziazione del I° Evento artistico e culturale dell'Accademia Corleone, tale cerimonia aveva lo scopo di avvicinare all'accademia tutti gli individui amanti dell'arte nelle sue infinite sfumature, di poter respirare in un'aria talvolta troppo statica e fredda, una ventata di estro, di emozione e di espressione non solo verbale ma anche lineare.

I cancelli di un meraviglioso cortile furono aperti al pubblico, all'interno dello stesso si diramavano una sequenza di viali in ghiaia contornati da cespugli ben sagomati che ne definivano il percorso, in quello principale erano impiantate delle fiaccole le quali la sera avrebbero creato un gradevole effetto ottico ed illuminato le opere sapientemente esposte.

L'evento si sarebbe svolto in più giorni per un globale di dieci, ogni ramo artistico si sarebbe protratto per due giorni al fine di poter esporre tutte le opere scelte dalla vasta gamma presenti in accademia.

I primi due giorni sarebbero stati dedicati all'arte della Poesia ed in esso non solo esposto delle poesie già composte ma, gli artisti, avrebbero recitato delle nuove opere poste in essere. Vi era anche la possibilità, per gli spettatori presenti, di omaggiare i componenti dell'accademia di opere personali, sia per avere un confronto, sia per potersi ragguagliare di nuove tecniche oratorie o pittoriche e sia per delizia personale nel mostrare le proprie abilità artistiche.

Il giovane Corleone, Rettore dell'Accademia d'Arte Corleone, passeggiava per l'immenso cortile estasiato dalla vivacità cromatica delle varie tipologie di fiori innestati, nonchè i cespugli sapientemente lavorati dai giardinieri i quali si dilettavano ad imprimere forme di animali o statue, ed infine, la folta vegetazione che come due braccia, avvolgeva l'intero contesto.

Dinanzi all'ingresso del Palazzo trecentesco fu posto un'opera realizzata dagli artisti accademici sotto la visione artistica del maestro Pintorotto e del suo collaboratore Orlandino. Si cimentarono nell'opera dama Hecate e dama Margot. di Livorno e dama Rosalba di Volterra.

Il quadro raffigurava l'attuale Signore di Firenze e, posto su un grande cavalletto ligneo avrebbe rappresentato l'apertura di tale Evento poichè Emanuele riteneva Firenze la culla artistica della Penisola Italica.

https://redcdn.net/ihimizer/img690/1382/1oqg.jpg

Anche il banchetto per gli ospiti era stato posto in un angolo dell'ampio cortile così che tutti gli ospiti sia fiorentini e sia provenienti dall'intera penisola Italica, avrebbero potuto mirare, udire e valutare le opere degustando piccoli assaggi locali e bere un'ottimo vino proveniente dalle terre toscane.

Emanuele vide entrare delle persone, i primi ospiti, con un sorriso e aprendo le braccia in segno di accoglienza esordì

"Benvenuti dame e messeri al I° Evento pubblico dell'Accademia d'Arte Corleone, tale struttura rappresenta il fulcro dell'arte ove tutti possono accedervi e rendere omaggio alle forme artistiche più consone alle loro passioni. L'Accademia è presieduta da artisti provenienti da tutta la penisola Italica, infatti il primo esordio in questa sede sarà svolto dal nostro maestro di Poesia Roger2 proveniente dal Regno delle Due Sicilie, uomo degno di nota e dalla personalità non solo estrosa ma brillante, egli ha sempre creduto ed appoggiato il desiderio di divulgare l'arte e, grazie a lui, la poesia nell'Accademia rappresenta un'anello vitale di tutta la struttura...

con un gesto chiese ai presenti di mettersi comodi

... a voi la prima parte dell'Evento e spero che lo stesso possa essere di vostro gradimento, ringrazio tutti i presenti e chi verrà augurandovi una gradevole serata"

lasciò spazio alle opere che furono poste sul versante nord del cortile e contenute in teche di cristallo così che fosse permesso a tutti la possibilità di visionarle senza intaccarne la materia.
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Emanuele

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Re: I° Evento Pubblico dell'Accademia d'Arte Corleone

Messaggio  Emanuele il Gio Ago 15, 2013 8:40 am

Le prime opere vennero poste in essere..



Autore:Roger2

Roger2 Nato a
Pontecorvo, trasferitomi in seguito a Terracina in Terra di Lavoro, nel dì 29 del mese di Gennaio  nell'anno del Signore 1459
Madre e padre sconosciuti......

Vivo solo ed esclusivamente per rompere i maroni soprattutto agli amesha, ora che non ci sono più li rompo a chi comunque disturba il mio senso civico dell'onore e dei giusti e onesti valori.
.








1. Creami.
2.Dove vivo.
3. Ti ho vista.
4.L'ingannatrice.
4.Il seme.
4.Astinenza.




Creami....

Non ti darò il mio ritratto.
Potrei essere ciò che cerchi
oppure ciò che temi.
Dentro i tuoi pensieri stanchi,
od in tutto ciò che brami.

Potrei esserti accanto,
quando pensi all'amore,
o capro espiatorio
a cui affibbiare il dolore.

Potrei essere un sospiro,
sussurrato dal vento,
o un pensiero lontano
che ti soddisfi al momento.

Potrei essere un incubo
che le tue notti disturba,
oppure un sogno sublime
che con passione ti turba.

Potrei essere onda,
mani di mille sirene,
oppure solo il suo sale,
che ti corrode le vene.



Dove vivo.

Sbianca nell'azzurro
la scia di un gabbiano
che si veste di grigio
e nel mare si tuffa
poi riemerge sfrecciando
e con svirgolio strano
si riadagia sul vento
che nel ciel lo risbuffa.

Una candida nuvola
accarezza le onde
confondendo il cotone
con il tulle di spuma
mentre cirri rosati
allungan le forme
e di invisibile ago
attraversan la cruna.

Nel guardaroba del sole
al far della sera
il mare s'appresta
a cambiare vestito
dovrà essere pronto
quando arriva la luna
indossando un blu scuro
dall'orlo argentato.

Tutto copre, la brezza,
con carta velina
colorata d'avorio e di madreperla
avrà gli stessi riflessi
di un regale diadema
riflettendo la luce
di una fulgida stella.

Gocciolando, i colori,
come linfa vitale
van nel cuor del poeta
che ne estrae la sua rima
la riversa nel mare
come fosse un pitale
fin che scorre nel punto
in cui lo sguardo sublima.

Potrei essere spirito,
che t'ama dall'aldilà,
non ti darò il mio ritratto,
ma la mia anima l'hai già....

Creami.



Ti ho vista.

Ti osservo da dietro le tende
nelle tue arie da gran Signora
mentre passeggi sotto il sole
e vuoi far credere d'essere grande.

Col corpo che spazio pretende
spremuto dall'imbottitura
e i fianchi da adolescente
malcelati da pizzi e frange.

Ti vedo tra i legni ricurvi
di sovracariche bancarelle
palpeggiare la frutta fresca
come farebbe un'intenditrice
e vedo l'uomo dai modi burbi
fare doni alle più belle
che ti regala una rosea pesca
però se compri ti benedice.

D'un tratto tutto scompare
di quel miscuglio frastornato
e solo una cosa rimane
mentre il vespro già rintocca,
la visione delle tue labbra
che sprofondano nel velluto
ed il lacrimar del succo
che ti sfugge dalla bocca.


Ammaliato poi dal solco
ti s'intrufola nel petto
e la mano tua all'istante
con malizia lo ripara
pagherò io quel bifolco
perchè ti doni un altro frutto
mentre attendo dietro le tende
che la pesca sia morsa ancora.



L'ingannatrice

Ti travesti per colpo ferire
come spore che ingannano il vento
e leggere si fan trasportare
nascondendo la gramigna che han dentro.

Poi t'accordi coi bachi da seta
perché velino tutte le cose
ma la "d'oro" deve esser pagata
perciò ai vermi dai da amare le rose.

Prigioniera di ragnatela d'argento
crei espedienti per geometriche fughe
crocefissa sulle assi del tempo
con le stigmate camuffi le rughe.

Tappi l'anfora dell'umor primordiale
con gli aborti da sempre taciuti
con le frasi che posson far male
coi ricordi dei tagli subiti.

Della mela che un tempo fu morsa
tieni il torsolo perché testimoni
e la buccia, per questa tua farsa
sia sipario chiuso sulle emozioni.

Nei tuoi pozzi affoghi le stelle
per poi piangerle e ottenere le brine
bruci l'anima e con le fatue scintille
sulle pagine svirgoletti le rime.



Il seme

Hanno appoggiato un seme
proprio al centro del tuo cuore
e durante l'estremo commiato
il pianto lo ha annaffiato.
Strapperà con morso verde
la membrana che lo racchiude
e si espanderà in quel petto
che un tempo strinse chi ti ha tanto amato.

Poi serpeggerà tra le vene
fino a raggiungere i tuoi opachi occhi
e li, cercherà panorami
fotografati dalla memoria,
oppure le frasi d'amore
che han eco riflesse in magici specchi
e cornici con dorati ricami
che descrivono la nostra storia.

Nutrendosi di tutto il tuo siero
crescerà forte perforando la terra
e innalzerà le braccia al cielo
fin dove si fondono i verdi e gli azzurri,
lassù farà esploder la gemma
esalandoti in bolle che planeranno nell'aria
e all'alba trasformandosi in brina
prenderanno le forme di puri cristalli.

Per questo motivo
ti piango ancora
aggrappato ai ricordi
come fossero scogli,
perché io lo so
che anche una lacrima sola
servirà a dissetarti
mentre germogli.



Astinenza.

Mi spoglio cosi, come fa la luna
perché sa che il buio lo apprezza
mentre sottometto del cuscino la piuma
perché assorba, la sublime astinenza.

Stringo forte stropicciando coi pugni
dove il letto non ha più le tue orme
e raccolgo i soavi profumi
che rievocano ancor le tue forme.

Rinchiudo l'eco dei gemiti sprecati
per poterli riascoltare al bisogno
in una stanza con angoli muti
dove mi accuccio per mendicarti nel sogno.


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