1) De Imagine - libri I & II (Aster_x)

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1) De Imagine - libri I & II (Aster_x)

Messaggio  Aster_x il Lun Apr 15, 2013 8:57 am

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Guglielmo Aster 10° Corleone

La figura umana (Libro I di II)
Il disegno è la base per ogni altra arte figurativa, sia pittura, scultura o architettura; in quanto esso, il disegno, servirà a completare e meglio apprendere gli studi dell'opera che si vorrà mettere in atto.
La figura umana è tra le più complesse da rappresentare, ma la sua rappresentazione è alla base di tutte le arti figurative essendo principale soggetto delle opere.
Per riuscire a carpirne forme ed armonia si dovrà procedere per gradi ed esercitarsi, sia nella pratica che nell'osservazione diretta dei soggetti.
Le tecniche ora rappresentate saranno anche valide per altre figure complesse simili a quelle del'uomo, ma in generale valide sempre anche se in alcuni casi superflue nei casi di soggetti elementari.

Tecnica della sagoma semplificata
Il primo passo in tale tecnica è l'individuare i contorni dei volumi totali dell'opera in modo sommario per mezzo di linee semplici ed abbozzate; esse serviranno da guida per l'arricchimento della figura. Prima però di passare all'aggiunta vera e propria dei dettagli bisognerà fare un ulteriore studio e passo preparatorio.
Bisognerà individuare alcuni dettagli di primo piano che serviranno poi al completamento della raffigurazione in atto.
le prossime linee da tracciare sul foglio serviranno ad indicare la direzione del volto, dello sguardo, delle spalle e degli arti; la loro posizione in corrispondenza di tutta la figura, le giunture e come queste vadano ad articolare le varie parti.
Così facendo si andrà a completerà una traccia guida con la quale sarà poi facile andare a completare il ritratto arricchendolo di dettagli disponendo gia di tutte le guide necessarie.
L'abilità dell'artista starà poi nel perfezionare e padroneggiare al meglio tale tecnica andandola ad utilizzare in maniera via vi a più limitata quando avrà fatto totalmente sua tale arte.



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Re: 1) De Imagine - libri I & II (Aster_x)

Messaggio  Aster_x il Lun Apr 15, 2013 11:49 am

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L'ombreggiatura (Libro II di II)
La tecnica del chiaroscuro va a studiare il comportamento della luce e delle ombre che va a proiettare senza tener eccessivamente conto delle variazioni cromatiche, ma solo di quelle dei valori tonali: il chiaro e lo scuro.
Prima di poter di procedere nell'applicazione di tale tecnica bisogna assicurarsi che il disegno sia completato e corretto: gli angoli, le proporzioni e la prospettiva devono essere armoniose e realistica; questo va fatto in quanto iniziato ad applicare il procedimento che ora espliciteremo difficilmente si torna indietro con cancellatura sommarie dei tratti creati.

Il chiaroscuro
Tale tecnica consiste nel rendere più scure le parti in ombra con un fitto accostamento di tratti via via più diradati verso le zone più chiare.
Si inizia sempre dalle zone più chiare, quelle eccessivamente esposte alla luce verranno lasciate in alcuni case completamente prive di tratti, con line leggere e rade su tutta la parte da ombreggiare, anche le più scure. Successivamente si passerà alla seconda variazione tonale, quella leggermente più scura, e si applicherà un secondo "strato" di linee omogenee su tutta la superficie; così per tutte le diverse variazioni fino ad arrivare alle più scure che spesso generano campiture piene di macchie nere.
In tale modo si crea una passaggio da chiaro a scuro graduale ed armonioso permettendo di raffigurare tutte le sfumature che la natura offre ai nostri occhi.

Tipi di chiaroscuro
Vi sono sostanzialmente tre modi per applicare i diversi strati di ombreggiatura, ovviamente ogni metodo genererà effetti diversi; starà poi al realizzatore dell'opera adottare la tecnica che meglio padroneggia o maggiormente preferisce.
Linee parallele: tale metodo prevede il sovrapporsi di strati, o l'accostarsi più o meno fitto, di tratti tutti paralleli che variano di intensità a seconda della loro esposizione alla luce.
Line incrociate: tale metodo prevede il sovrapporsi di linee incrociate in due o più direzione andando a creare delle maglie tanto piccole e fitte quanto sarà scura l'area.
Linee libere: tale metodo non prevede alcun schema rigido per l'affiancamento dei vari tratti se non quanto detto nel paragrafo precedente.

Le ombre
Lo ombre si dividono in due categorie: proprie e riportate.
Le ombre riportate sono quelle che comunemente vengono definite tali, ovvero la sagoma di un volume proiettata dal sole, o da un fuoco, su di un altra superficie; le ombre proprie sono invece quelle che si formano sul volume stesso colpito dalla luce quando questo non presenta una superficie perfettamente liscia, o meglio le parti di tale superficie che non vengono colpite a pieno dalla luce quale potrebbe essere il volto umano.
Le ombre proprie solitamente non presentano una variazione tonale e si dovrà raffigurare quindi un ombreggiatura omogenea tenendo però conto che il passaggio tra parti illuminate ed altre in ombra non sarà difficilmente netta; quelle riportate al contrario presenteranno delle variazioni tonali a seconda della distanza dell'oggetto che le proietta: più scuro in prossimità di esso e più chiare via via che ci si allontana, si dovrà quindi di conseguenza raffigurare un ombreggiatura non omogenea, ma in questo caso i contorni spesso appaiono netti e ben delineati.

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